Costruzione

Il primo passo è ritagliare, da una infinita possibilità di campi comunicativi, quale sarà il prototipo dal quale costruiremo il modello di mediazione culturale, chiedendoci: prototipo di cosa?
Nel caso dell'architetto, la risposta sembrerebbe semplice: del palazzo. Ma non é così. Lui vuole sapere l'effetto estetico del palazzo in un contesto e questo determinerà la scelta degli elementi costitutivi del modello, le loro regole d'interazione e la scelta del tipo di relazioni tra il prototipo e il modello. Non interessano quindi né la composizione del cemento né i piani d'impianto elettrico, ma le proporzioni e la struttura esterna.

Nel nostro caso, non essendo la mediazione qualcosa di tangibile, dovremmo definire concettualmente prima l'oggetto del quale si costruirà il modello e poi separare gli aspetti che ci interessano.

Sulla mediazione, dice il dizionario che é l'azione del mediatore: Chi s' intromette tra due o più parti per cercare di stabilire un accordo.

Un'altra definizione tratta dal libro[Castelli, 1996]: La mediazione è un processo attraverso il quale due o più parti si rivolgono liberamente a un terzo neutrale, il mediatore, per ridurre gli effetti indesiderabili di un grave conflitto. La mediazione mira a ristabilire il dilago tra le parti per potere raggiungere un obiettivo concreto: la realizzazione di un progetto di riorganizzazione della relazione che risulti il più possibile soddisfacente per tutti. L'obiettivo finale della mediazione si realizza una volta che le parti si siano creativamente riappropriate, nell'interesse proprio e di tutti i soggetti coinvolti, della propria attiva e responsabile capacità decisionale.

Queste due definizioni, senza dubbi funzionali nell'ambito e per gli obiettivi per le quali sono state create, non servono molto per creare un modello che possa servire a una molteplicità di situazioni. Si parla d'intromissione, di accordo presupponendo un disaccordo, di conflitto grave, di ricerca libera del mediatore per entrambi le parti, si propone infine, un risultato troppo ambizioso dell'atto della mediazione. Nessuna di queste condizioni si compie nel caso della mediazione linguistico culturale. Non è necessario un conflitto fra la parti, quasi tutte le volte la mediazione viene incaricata da una delle parti, di solito una istituzione contratta con una cooperativa che manda un mediatore e solo in parte si lavora per recuperare la capacità decisionale di tutti ma per fare che l'immigrato capisca ed accetti un percorso istituzionale del tutto italiano.

Prototipo

Se ci atteniamo invece agli elementi essenziali di una mediazione possiamo identificare il seguente come possibile prototipo del nostro modello: Un campo comunicativo umano al quale accede un terzo con il compito di lavorare per migliorarne la efficienza.

Mi piacerebbe però porre un'altra domanda, a mio avviso anche essa essenziale prima di continuare: Perché mai dovrei costruire un modello di un campo comunicativo umano al quale accede un terzo con il compito di migliorarne l'efficenza?

Elenchiamo alcune delle possibili risposte:

Passiamo adesso ad immaginare elementi possibili che costituiranno il nostro modello.

Elementi di Rilievo del Modello

Facciamo attenzione al valore in modellistica della parola rilievo, che non allude a elementi più importanti o essenziali ma agli aspetti chiave per produrre un elemento emergente o condotta coerente con gli obiettivi prefissati, cioè che il modello ci serva. Ad esempio, anche se i vestiti dei componenti del sistema fanno parte degli aspetti analogici della comunicazione quindi alla definizione della relazione, non mi sembrano rilevanti per il funzionamento del modello, inoltre sono di difficile categorizzazione e aumentano il numero di variabili da controllare.

Ci sono altri concetti trovati nelle definizioni di mediazione che non saranno inclusi come elementi, ad esempio conflitto, accordo, libera scelta. Questi limitano straordinariamente il campo quindi l'uso del modello, inoltre sono troppo imprecisi e soggetti a interpretazioni varie.

Cercherò invece di scegliere elementi che abbiano una correlazione con la teoria sistemica, quindi siano concetti definiti già con accuratezza dalla stessa teoria.

Cominciamo allora con un elemento irrinunciabile, il contesto.

Contesto:
Il contesto è un elemento al quale si pensa poco perché é su questo che ci appoggiamo. E' come il suolo sotto i piedi, ci accorgiamo di lui quando si muove. In un atto di mediazione, il contesto è di estrema importanza. Per esempio: La mediazione é fatta in un ospedale? Quale è la struttura gerarchica dell'ospedale? Che posizione occupano gli attori in quella gerarchia, incluso quella del mediatore? Chi paga? Chi accetta il lavoro, io come mediatore o sono inviato da una cooperativa che é quella che è stata contattata? Si svolge in un' ufficio privato? Che cosa interessa di questa mediazione al medico, al paziente, a me, all'ospedale, all'ufficio o a terzi coinvolti? Quale é l'ambiente? Si potrebbe continuare così, e non posiamo certo dire che l'elemento contesto sia facile di definire ne chiaro nella concezione. Ci vuole quindi una lama di Occam: contesto è tutto quello che non è azione diretta di uno degli integranti del processo di mediazione e che non entri dentro alle altre categorie di elementi. Rimane a chi manipola il modello la scelta di quali di tutta l'infinita serie di possibili chiavi di contesto, siano importanti per quella particolare mediazione.
Sintassi:
Certamente e non solo per gli obiettivi del corso gli aspetti puramente di costruzione del linguaggio sono importanti. Senza di essi é negata gran parte della comunicazione umana. Se guardiamo invece al ruolo di mediatore linguistico culturale è ovvia la centralità dell'elemento sintassi, ma non solo. Ci sono delle situazioni di vera mediazione dove i partecipanti alla comunicazione sono della stessa madrelingua, ma hanno un livello molto dispari dell'appropriazione dello stesso linguaggio quindi esigono una speciale attenzione alla scelta dei termini e interpretazione degli stessi.
Semantica culturale:
Mi riferisco ai significati generali di una lingua, quelli meno costretti dall'appartenenza a una classe sociale, categoria lavorativa o professione o livello educativo. E' un presupposto difficile da dimostrare nei particolari, ma comunque un elemento condiviso dai soggetti dalla stessa madrelingua se provenienti dello stesso paese o regione. Si pensi per esempio a due persone che condividono la sintassi, diciamo un argentino e un messicano, e vedremo subito che i presupposti semantici delle loro rispettive culture d'origine divergono di più che fra due argentini.
Semantica personale:
La maggior parte delle volte questa discriminazione fra la semantica culturale e quella personale si dimostrerà inutile, ma le circostanze possono fare si che diversità d'educazione, sociale, regionale diventino importanti nel flusso comunicativo, specie quando i significati personali vengono tinti di esperienze psichiche particolari come disturbi vari o alterazioni della coscienza.
Contenuti:
Con contenuti mi riferisco al significato sistemico del termine, ovvero quello che nella comunicazione non è relazionale. Per fare un esempio: un libro di poesie di Whalt Whitman, oltre al oggetto in se, é costituito di una serie di parole sotto regole (sintassi) con significato, e questo è il contenuto. Uno degli aspetti relazionali potrebbe essere la sfida sociale alla morale dell'epoca.
Definizione della relazione:
Anche questo fa riferimento all'aspetto relazionale nella teoria sistemica. Rappresenta il comando emanato da qualsiasi comunicazione, anche inconsapevolmente. Se vediamo un esempio, il più banale possibile, sarà più chiaro. Un distratto buon giorno, il cui contenuto é chiaramente un saluto, contiene in sé, al momento di essere pronunciato, l'ordine rispondi al mio saluto, con il rischio di fare pubblicamente la figura di maleducata chi non ubbidisca.
Gli attori:
Perché ci sia una mediazione ci vogliono almeno due parti più una della mediazione. Le parti possono essere persone, enti, gruppi, con rappresentazioni individuali o collettive.

Interazioni di Rilievo nel Modello

Quando parliamo d'interazione del modello, stiamo dicendo come si relazioneranno fra di se gli elementi di rilievo scelti. Dobbiamo concordare che se applichiamo meno regole e queste sono più generali, più semplice sarà la comprensione e il funzionamento del modello, a discapito della precisione e discriminazione. Ci sarebbe in teoria, un rapporto ottimale fra generalizzazione e particolarizzazione, che é variabile per ogni modello e scopo. Io procurerò farlo nel modo più generale possibile dato che questo é un primo passo che servirebbe solo d'aiuto a pensare alla mediazione come base di futuri modelli più accurati, guidati senz'altro dagli errori e incompletezze derivati dall'uso di questo.

Le interazioni hanno luogo per sovrapposizione da parte di ognuno degli attori dell'accordo-disaccordo rispetto agli altri due attori in ognuno dei campi, con punteggi che vanno da zero a due5.

Contesto:
Tutti gli elementi sono in relazione di dipendenza dal contesto. Si potrebbe dire che se gli attori non hanno bisogno di comunicare fra di sé, il contesto non si costituisce, ugualmente se manca qualsiasi degli elementi6 .
Attori:
Sono gli elementi attivi del modello. Si sovrappongono ai campi e prendono valenza da zero a due in ognuno di essi, secondo che prevalga l'identità o la divergenza di ogni attore rispetto agli altri due in tutti i campi. Interagiscono per sequenze comunicative dentro le categorie o dimensioni proposte, cioè sintassi, significati culturali, personali, contenuti e definizioni della relazione.
Elementi:
Sintassi, significati culturali, personali, contenuti e definizione della relazione sono aree contigue e divise in campi di quantità che vanno da zero a due.

Proprietà Emergente o Condotta del Modello

Il modello descrive analogicamente in maniera grafica un campo comunicativo umano al quale accede un terzo con il compito di lavorare per migliorarne l'efficienza, in accordo con le caratteristiche degli attori e rispetto ad ognuno dei campi.

Permette di prevedere che le condizioni di una mediazione ci siano o meno e identificare, dentro le categorie proposte, i tipi di problemi sorti a mediazione fatta.

Si possono visualizzare nella Figura 2 gli elementi grafici sui quali il modello è costruito. Avendo tre attori, A, B e m dobbiamo chiederci che punteggio da zero a due dare a A in termini di accordo (due massimo) o disaccordo (zero minimo) all'aspetto sintattico della lingua di B e m e così via con ognuno degli attori e in tutti i campi del modello.

Figure 2: Presentazione del modello

Footnotes

... due5
Questo concetto sarà più chiaro nell'applicazione del modello attraverso la sua visualizzazione grafica.
... elementi6
E' impossibile pensare a una comunicazione senza semantica, contenuti, etc